Lizzano

Armi e droga: pioggia di arresti nel tarantino, brindisino e Bologna

giovedì 22 febbraio 2018
Operazione “Easy Drug”: i carabinieri della compagnia di Massafra arrestano 10 persone per spaccio di stupefacenti e detenzione illegale di armi da fuoco

Alle prime ore del mattino di oggi i carabinieri del comando di Massafra hanno dato esecuzione a Crispiano (Ta), Statte (Ta), Fasano (BR), Taranto e Bologna, a 10 provvedimenti cautelari (6 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) emessi dal GIP del Tribunale di Taranto. Su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto, il prpvvedimento ha coinvolto 10 persone, 6 delle quali incensurate, ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi da fuoco. 
Alla fase esecutiva hanno collaborato i militari del Reparto Operativo delle compagnie del comando provinciale di Taranto, del comando provinciale di Bologna, un elicottero del 6° Elinucleo Carabinieri Bari Palese e le unità cinofile antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (Ba).

L’indagine trae origine da un’attività investigativa avviata il 17 marzo 2016, a seguito dell’arresto in flagranza di un minorenne a Crispiano. Il ragazzo era stato sorpreso , nella villa comunale “G. Falcone” con 420 grammi di hashish, in compagnia di altri due giovani acquirenti. I militari intervenuti sul posto, in quella circostanza accertarono che lo stupefacente era stato acquistato poco prima da C.G.G., 23enne, incensurato, crispianese. Dai successivi sviluppi investigativi è poi emersa una frenetica e lucrosa attività di spaccio di sostanze stupefacenti (hashish, marijuana e cocaina) con epicentro a Crispiano. I responsabili - ora arrestati - facevano riferimento allo stesso C.G.G. ed a B.M., 29enne, anch’egli incensurato, crispianese. Entrambi sembra si avvalessero di complici con compiti di custodia, confezionamento e spaccio dello stupefacente. L’attività investigativa ha permesso, inoltre, di comprendere le dinamiche dello spaccio, i canali di approvvigionamento dello stupefacente e i luoghi di custodia dello stesso.

Nel corso delle investigazioni è poi emerso che C.G.G. e C.V., quest’ultimo 20enne, anch’egli incensurato crispianese, operavano insieme ad alcuni minorenni nell’attività di spaccio al dettaglio.

Per l'attività d sapccio era stato anche creato uno "slang" ad hoc: anche gli acquirenti ricorrevano difatti a termini convenzionali. Ad esempio l'acquirente di turno, in procinto di comprare cocaina, esordiva con espressioni quali "gli amici sono tutti affamati”, serve “la carne”. Talvolta la richiesta o la cessione dello stupefacente veniva formulata, come “richiesta di aiuto”, oppure come “richiesta di una mano”.

Tra i luoghi in cui avveniva abitualmente la vendita di stupefacente, anche una villa comunale di Crispiano, che offriva una facile copertura per i giovani assuntori e spacciatori; qui si potevano difatti appartare in diversi angoli, solitamente lontano dagli ingressi e parzialmente nascosti dalla vegetazione. Un modo anche per tenere sotto controllo l'eventuale arrivo delle pattuglie delle forze dell’ordine, avendo così il tempo - nel caso - di disfarsi dello stupefacente prima del controllo.

Altro luogo in cui si teneva l’attività di spaccio, era un chiosco di Crispiano (il cui proprietario è risultato estraneo ai fatti). Qui si recavano numerosi assuntori per acquistare hashish e marijuana da C.G.G. e cocaina da B.M. Nei paraggi era stato realizzato anche un nascondiglio dello stupefacente.

La droga destinata allo spaccio arrivava anche da altre città tramite altre persone, anch’esse destinatarie dell’ordinanza cautelare. Nel dettaglio, durante l’attività investigativa è emerso anche il ruolo di T.D., 24enne di Statte e della moglie, L.M. 21enne, incensurata crispianese. Coinvolto anche S.S., 19enne, incensurato crispianese.

Nei guai anche M.C., 22enne domiciliato a Fasano e M.E., 23enne, residente nel quartiere Paolo VI di Taranto.

Altro aspetto emerso dalle indagini è che C.G.G. aveva a disposizione anche delle armi: in un’intercettazione telefonica l'uomo è stato pizzicato mentre raccontava alla sua fidanzata, A.A., 21enne, incensurata di Crispiano, che si era recato con C.V. a prelevare della marijuana da un nascondiglio in campagna a Crispiano e che, nella circostanza, aveva anche preso anche una pistola. Con l'arma aveva poi sparato alcuni colpi in direzione delle gambe dell’amico, senza colpirle. C.V., l'amico obiettivo dello  "scherzo", spaventato, si era quindi lanciato a terra. Un comportamento ripreso dalla stessa fidanzata, A.A., che al telefono lo aveva rimproverato, visto il rischio evidente di ferire o addirittura uccidere l'amico. Evenienza che non aveva però spaventato lo stesso CGG disposto, nel caso, anche a liberarsi del corpo gettandolo in un pozzo nelle vicinanze.

I destinatari delle misure: C.G.G., B.M., T.D., M.C e C.R. sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Taranto; C.V . presso la Casa Circondariale di Bologna, dove si trovava al momento dell'operazione, mentre A.A., L.M., S.S., M.E sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

L’indagine “Easy drug”, ossia “droga facile”, prende il nome dall’estrema facilità con la quale gli indagati, in gran parte incensurati, pensavano di riuscire a spacciare lo stupefacente agli assuntori in un giardino pubblico ed in luoghi di aggregazione giovanile. Nel corso delle perquisizioni odierne, sono state rinvenute e sequestrate dai Carabinieri, presso le abitazioni di tre arrestati, modiche quantità di hashish e cocaina.

 

 

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