Torricella

Operazione “Fulmine”: 4 arresti per rapina a mano armata e furto aggravato

mercoledì 31 maggio 2017
L'operazione è stata portata a segno dai carabinieri della compagnia di Manduria.
 
Alle prime ore del mattino di oggi, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Manduria, insieme ai colleghi delle vicine stazioni, hanno dato esecuzione a Lizzano a 4 provvedimenti cautelari emessi dal GIP del Tribunale di Taranto, Giuseppe Tommassino, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto,  Maria Grazia Anastasia. Nella rete sono finiti: 
Giuseppe Motolese, 28 anni,  Giuseppe Mele, 26 anni, Salvatore Carlino, 43 anni,  Antonio Carrieri, 37 anni.
 

Le indagini hanno consentito di sgominare il gruppo composto dai quattro giovani residenti a Lizzano che, negli ultimi tre mesi, con armi in pugno, in quattro diverse circostanze, si sono resi responsabili di tre rapine ad esercizi commerciali e alla tentata rapina in una quarta in banca.    
Le indagini venivano avviate nel febbraio di quest'anno in seguito alla prima rapina ai danni di un supermercato di  Fragagnano (Ta), dove un rapinatore, volto coperto  ed armato di pistola, sotto la minaccia dell’arma si era impossessato di 1.950 euro per poi far perdere le proprie tracce fuggendo a bordo di una Lancia Y condotta da un complice. L’auto, rinvenuta dai Carabinieri poco dopo nell’agro di Fragagnano, è poi risultata rubata pochi minuti prima.

I carabinieri della compagnia di Manduria, coadiuvati dai militari di Fragagnano, grazie alle immagini di numerosi sistemi di videosorveglianza, sono riusciti a ricostruire il percorso seguito dai malviventi prima e dopo il delitto. In particolare, analizzando le immagini del furto della vettura, gli investigatori sono risaliti alla targa dell'auto, una Fiat Punto di colore scuro a bordo della quale i rapinatori avevano raggiunto il luogo della rapina. L’auto, intestata ad una donna di Lizzano, era in realtà in uso al figlio, Giuseppe Motolese, 28enne, pregiudicato con precedenti specifici, molto somigliante alla persona vista alla guida dell'auto usata per la fuga subito dopo la rapina. Ulteriori accertamenti, eseguiti anche attraverso l'ascolto delle testimonianze, hanno permesso di identificare il presunto complice in Antonio Carrieri, 36enne di Lizzano, anch’egli pregiudicato per reati specifici.   
Il 6 aprile 2017 poi, a Lizzano, la seconda rapina presso una rivendita di oggettistica gestito da cittadini cinesi. In quell'occasione due persone a volto coperto, di cui una armata di pistola, riuscirono a impossessarsi del registratore di cassa con 500 euro, allontanandosi a piedi per le vie adiacenti per poi salire a bordo di una Fiat Panda e dileguarsi, facendo perdere le proprie tracce. Anche in questo caso le indagini si sono incentrate principalmente sull’acquisizione dei filmati delle telecamere presenti nella zona, che hanno poi consentito di individuare l'auto utilizzata dai malfattori. Le riprese hanno anche immortalato i momenti della rapina, pochi istanti prima di fare irruzione e mentre si aggiravano a bordo dell’utilitaria, peraltro già notata dai militari della Stazione di Lizzano con a bordo due giovani del posto, Giuseppe Mele, incensurato di 26 anni, e Giuseppe Motolese.
La evidente somiglianza tra i sospettati e le persone riprese dalle videoregistrazioni ha poi fatto il resto. Il personale della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale carabinieri di Taranto, grazie ad un accertamento antropometrico sulle stature dei due rapinatori rilevate dalle immagini estrapolate dal circuito di video sorveglianza dell’esercizio commerciale, sono riusciti a stabilire la compatibilità tra le fattezze di Mele e Motolese e i rapinatori ripresi nel video. 
Non contenti, il 26 aprile i rapinatori sono poi tornati nel supermercato di Fragagnano già rapinato a febbraio. Alle 19, due persone con volto travisato da passamontagna, di cui uno armato di pistola, con la stessa tecnica sono riuscite a impossessarsi di 400 euro per poi darsi alla fuga a bordo di una Fiat Punto di colore grigio, parcheggiata poco distante e condotta da un terzo complice. Anche in questo caso il personale dell’Aliquota Operativa di Manduria, dopo aver sentito i testimoni e acquisito le immagini di numerosi impianti di videosorveglianza, è riuscito a ricostruire il percorsodei rapinatori a bordo della Fiat Punto di colore grigio, prima e dopo la rapina. In particolare, gli investigatori, dopo aver individuato alcuni segni caratteristici del mezzo, sono riusciti a dimostrare che il veicolo era sempre quello in uso a Giuseppe Motolese. Le immagini hanno poi dato le conferme sperate: Motolese, il 26 aprile, alla guida della sua Fiat Punto si era allontanato per un tempo sufficiente a raggiungere Fragagnano, perpetrare la rapina e ritornare indietro. A questo punto, le indagini si sono indirizzate nei confronti di alcune persone che frequentavano abitualmente il sospettato, al fine di poter individuare il suo complice. L’attenzione si è quindi focalizzata sul pregiudicato, Salvatore Carrino, gravato tra l’altro da precedenti specifici, che, per  caratteristiche fisiche e per un tatuaggio sull’avambraccio sinistro, risultava pienamente somigliante all’altro rapinatore. Un ulteriore grave indizio delle sue responsabilità  si è ottenuta dall’analisi di una foto postata su un profilo Facebook, nella quale il 43enne indossava un cappello di foggia e di colore identico a quello indossato dal rapinatore durante la rapina.
I Carabinieri sono riusciti allora a raccogliere ulteriori gravi indizi a carico di Motolese e Mele anche per un singolare tentativo di rapina commesso il 17 maggio 2017, in danno della filiale della BNL di Lizzano. Acquisiti e visionati i filmati delle telecamere di uno stabile ubicato di fronte alla banca, il personale della Stazione Carabinieri di Lizzano ha riconosciuto il Motolese nel malvivente che, vestito con un giubbetto nero, pantaloni di colore chiaro e scarpe ginniche bianche, dopo essersi coperto il volto con un passamontagna,  impugnando un taglierino, si era avvicinato all’ingresso dell’istituto di credito e, attraverso la porta a vetri, aveva minacciato la direttrice e la guardia giurata per farsi aprire la porta, salvo desistere dopo aver appreso che le vittime avevano allertato il 112.
I militari hanno poi accertato anche il coinvolgimento di Giuseppe Mele che, nella circostanza, aveva assunto una posizione defilata ed aveva fatto da “palo” in copertura del suo complice. Continuando la visione del filmato i militari hanno notato che, al momento della fuga, il Mele, preso dalla concitazione, non aveva fatto caso alla presenza delle telecamere ed era passato con il passamontagna alzato sulla fronte lasciando scoperto il volto.
Le indagini sono poi preseguite nella ricerca del vestiario e dell’arma utilizzata dai malviventi. Diverse perquisizioni hanno difatti consentito di rinvenire alcuni capi di abbigliamento identici a quelli indossati dai malviventi nell’esecuzione della rapina del 13 febbraio e nel tentativo di rapina del 17 maggio.
Le rapine hanno fruttato circa 2.850 euro. 
I Carabinieri, nel corso dell'odierna operazione, hanno sequestrato presso l’abitazione del Motolese una pistola a salve cal.8,  marca Bruni, abilmente modificata per renderla strumento atto ad offendere.
I destinatari delle misure sono stati associati presso la Casa Circondariale di Taranto. Sono in corso accertamenti intesi a verificare il coinvolgimento dei soggetti in altre rapine di similare modus operandi occorse nel settore orientale della provincia ionica nei decorsi mesi.
Il nome dell’operazione deriva dalla capacità dimostrata dai malviventi di portare a termine le azioni con velocità fulminea, anche in un solo minuto. Da qui Operazione Fulmine.
 
Gli arrestati
:
Giuseppe Motolese, nato a Taranto, il 20/04/1989, celibe, nullafacente, pregiudicato, al quale il gip contesta il reato di furto aggravato e concorso in rapina aggravata per l’episodio del 13 febbraio, rapina aggravata in concorso per gli episodi del 6 e 26 aprile, tentata rapina per l’episodio del 17 maggio e furto aggravato per i fatti del 13 febbraio.
Giuseppe Mele, nato a Taranto, il 09/01/1991, celibe, nullafacente, incensurato, al quale il gip contesta il reato di concorso in rapina aggravata per l’episodio del 6 aprile e tentata rapina per l’episodio del 17 maggio;
Salvatore Carlino, nato a Taranto,  il 23/03/1974, coniugato, nullafacente, pregiudicato, al quale il gip contesta il reato di concorso in rapina aggravata per l’episodio del 26 aprile;
Antonio Carrieri, nato a Taranto, il 23/08/1980, coniugato, nullafacente, pregiudicato, in atto ristretto casa circondariale taranto, al quale il gip contesta il reato di concorso in rapina aggravata e furto aggravato per i fatti del 13 febbraio.

In foto: le analisi antropometriche della scientifica
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